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Page revised in July 2010.


Porta Settimiana (Book 1) (Map D3) (Day 6) (View D8) (Rione Trastevere)

In this page:
The plate by Giuseppe Vasi
Today's view
Porta Settimiana
S. Dorotea
S. Giovanni della Malva
Palazzo Del Cinque

The Plate (No. 14)


The walls built on the Janiculum by Pope Urban VIII in the XVIIth century made the ancient walls of Trastevere useless; therefore Porta Settimiana, their northern gate on Via della Lungara, had no need to be closed at night. Giuseppe Vasi took this opportunity to show a scene of Rome in the moonlight, a very popular way of seeing Rome in the XVIIIth century when public illumination was very limited.
The view is taken from the green dot in the small 1748 map here below which shows: 1) Porta Settimiana; 2) remaining tower of the ancient walls; 3) S. Dorotea; 4) S. Giovanni della Malva; 5) Palazzo del Cinque.


Today

The view in June 2010

With the exception of the coat of arms of Pope Alexander VI above the arch, this corner of Trastevere is unchanged. Because traffic flows along the modern lungotevere, which runs parallel to Via della Lungara, there has not been a need to enlarge the gate or to make other openings in the walls; the buildings inside Trastevere have retained the appearance shown in the etching.

Porta Settimiana

(left) Porta Settimiana (interior); (right) a tower of the ancient Roman walls between Porta Settimiana and the river

The gate is named Settimiana after Emperor Septimius Severus who was mentioned in a lost inscription above the arch; apparently it was the entrance to baths built by the emperor in Trastevere (which have not been located exactly); it became a gate in 275 when Emperor Aurelian protected Rome with new walls. In 1498 the gate was given its current aspect by Pope Alexander VI.

(left) Via di S. Maria della Scala seen through Porta Settimiana; (right) houses in Via Garibaldi (old Piazza delle Fornaci)

Landlords who rent small flats on a weekly basis advertise their offers making reference to the picturesqueness of Trastevere; that Trastevere is picturesque is a fact, but as Shakespeare wrote: all that glisters (glitters) is not gold and the accommodation offered should be double-checked to avoid discovering when it is too late that the landlord believes that noise, dampness and darkness are picturesque.

S. Dorotea

(left) S. Dorotea; (right) detail of the capitals and a small pensive garden

Giovan Battista Nolli is mainly known for the very detailed Map of Rome he engraved in 1748 and of which small details are used in this website to show the exact location of the monuments covered in each page; similar to Vasi, Nolli was an unemployed architect who turned to engraving to earn his living.
The reconstruction of S. Dorotea, a medieval church near Porta Settimiana, is almost his only work as an architect. The new church has a concave façade which fits very well with a turn of the narrow street; this baroque element however is accompanied by a severe design, which anticipates some neoclassic patterns.

S. Giovanni della Malva

(left) Façade and to its right street leading to Ponte Sisto; (right-above) relief showing the two St. John; (right-below) interior of the dome with a central opening similar to Pantheon

There are many churches in Rome which are dedicated to St. John the Baptist, while St. John the Evangelist is less popular; in some cases (the most famous being S. Giovanni in Laterano) a church is dedicated to both saints. S. Giovanni della Malva is one of these cases and a relief on the façade shows the two saints. The church was entirely rebuilt between 1845 and 1851 by Giacomo Monaldi.
The name of the church has always puzzled art historians: malva is the Italian name for mallow and it does not seem very likely that the church was named after it; the most common explanation believes malva to be a corruption of "mica aurea" (golden loaf) perhaps because loaves were distributed in this very old church during some festivities (this practice was not uncommon and it is remembered in the name of another church, S. Biagio della Pagnotta).

Palazzo Del Cinque

(left) Façade: (right) corner of the building

In the XVIIIth century the Del Cinque family built a very decorated "apartment block" near Piazza di Montecitorio, but the origin of the family can be traced in this palace in Trastevere which was built in the second half of the XVIth century.

Excerpts from Giuseppe Vasi 1761 Itinerary related to this page:


Chiesa e Convento di s. Gio. della Malva
Dal volgo fu corrotto il nome di questa antica e piccola chiesa, che dicevasi prima in Mica aurea, così detta forse da' panetti segnati con croce di oro, che in essa si dispensavano per qualche devozione. Da Sisto IV. fu rinnovata l'anno 14*5. e poi da D. Urbano Damiano Generale de' Gesuati, a cui fu data per sua residenza da Clemente IX. in occasione di essere stato soppresso quell'Ordine religioso. Finalmente Clemente XI. la concedè ai Ministri degl'Infermi, i quali vi hanno fatto un altare col quadro di s. Cammillo fondatore del loro Ordine, dipinto da Gaetano Lapis; quello però sull'altare maggiore, ed il Dio Padre nella volta sono di Aless. Vaselli col disegno di Giacinto Brandi suo maestro. Poco dopo evvi la
Chiesa di s. Dorotea
Porta questa chiesa anco il titolo di s. Silvestro, o perchè da lui fosse eretta, o consagrata; non si sa di certo, nemmeno come abbia preso il titolo di s. Dorotea, e se ciò è stato dopo che vi fu posto il di lei corpo, come si leggeva nella confessione, che due secoli fa vi era, simile a quelle, ove stanno riposti i corpi de' santi Martiri . Vi stette per molto tempo una piertra, sulla quale si dice per antica tradizione, che nel tempo della crocifissione di s. Pietro vi stettero due Angioli, lasciandovi miracolosamente i segni, come di pedate umane; la quale pietra fu poi trasportata nella divisata chiesa di s. Maria in Trastevere. Ebbero principio appresso questa chiesa due Ordini Religiosi, uno fu quello de' Chierici Teatini fondato da s. Gaetano, che quivi abitava; l'altro delli Scolopj, fondato dal B. Giuseppe Calasanzio, che similmente quivi principiò ad insegnare ai fanciulli. Fu antica parrocchia governata da Preti secolari: ma nell'an. 1728. fu conceduta ai frati Conventuali di s. Francesco, i quali hanno fatto di nuovo la chiesa, ed il convento coll'elemosina di varj benefattori. Il s. Gaetano nel primo altare è di Gioacchino Martorani, il s. Antonio nel secondo di Lorenzo Gramiccia, i santi Titolari nell'altare maggiore sono di Michele Bacci; il ss. Crocifisso, ed il s Francesco nelli due altri sono di Liborio Mormorelli. Segue a destra la
Porta Settimiana
Ebbe quì presso l’Imperatore Settimio il settizonio, le terme, e la porta con una piazza; ben è vero però, che la porta Settimiana fu nelle mura antiche, che furono presso l'Isola Tiberina, appunto, ove osservammo l'arco di Giano. Ma poi fatte le nuove mura più avanti, la porta restituita all'antica prese il medesimo nome, la quale poi fu rifatta da Alessandro VI. benchè in oggi non vale più per porta.
Anticamente questa porta, come dicemmo, stava più addietro, ed usciva verso il Vaticano; ma dopochè s. Leone IV. cinse di mura la Basilica Vaticana, formando una nuova città, rimase in mezzo a due porte tutto quel vasto sito, che è fra il Gianicolo, ed il Tevere, che ora diciamo lungara. Essendo poi da Urbano VIII. stato chiuso con baluardi dalla parte superiore del monte, restarono la Settimiana, e l'altra della città Leonina, che ora diciamo di di s. Spirito, ambedue inutili, ma tuttavia conservano il nome di porte. A' fianchi di questa sonovi due famose osterie, specialmente quella a sinistra, celebre perchè tiene il delizioso albero, sul quale è posta una tavola con seditori circondata di verdeggianti spalliere, e vi si gode il comodo di desinare per una comitiva di dieci persone.

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